SMADIT (Samverkan mot alkohol och droger i trafiken — Cooperazione contro alcol e droghe nel traffico) è un protocollo svedese di intervento precoce rivolto a chi viene fermato dalla polizia per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Il principio è semplice ma potente: nel momento del fermo, la polizia offre immediatamente alla persona un contatto volontario con i servizi sociali o con i centri per le dipendenze, senza aspettare la conclusione del procedimento giudiziario. La velocità è il fattore chiave: la crisi del momento — la vergogna, la paura, la consapevolezza del rischio corso — diventa una finestra di opportunità per avviare un percorso di cambiamento. La partecipazione è sempre volontaria e la persona decide liberamente se mantenere il contatto. Il programma opera in un contesto statisticamente rilevante: nella sola Östergötland, nel 2024, sono stati registrati oltre 700 casi tra guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di droghe, con picchi nei mesi estivi. I dati mostrano una differenza significativa di adesione per genere: oltre il 50% delle donne fermate accetta il supporto, contro meno del 10% degli uomini — un dato che orienta le strategie di comunicazione e di approccio.
Il sistema si articola su tre livelli coordinati. A livello nazionale, il Trafikverket — l’Agenzia svedese per i trasporti — ha il mandato governativo di guidare la collaborazione tra tutti gli attori della sicurezza stradale: polizia, comuni, regioni, associazioni di categoria. L’obiettivo al 2030 è dimezzare le vittime sulle strade (da 213 a 133 nel 2024), con la guida sobria come uno dei sei ambiti prioritari del piano d’azione nazionale.
A livello territoriale, la polizia attiva SMADIT al momento del fermo, usando tecniche di colloquio motivazionale (MI — Motiverande samtal) per aumentare la propensione della persona ad accettare il supporto: nessuna moralizzazione, nessuna pressione, ma ascolto attivo, domande aperte, riflessioni e affermazioni che rispettano l’autonomia della persona e fanno emergere la sua motivazione interna al cambiamento.
A livello individuale, il contatto con i servizi viene attivato rapidamente — spesso entro 24-48 ore — per agganciare la persona quando la disponibilità al cambiamento è più alta.
Il modello funziona perché trasforma un evento negativo — il fermo di polizia — in una porta di accesso ai servizi, senza stigma e senza coercizione. L’uso del colloquio motivazionale come approccio di base garantisce che l’operatore di polizia non si sostituisca al professionista della salute, ma svolga un ruolo di attivazione e collegamento.
La formazione degli agenti all’ascolto empatico, alle domande di scala (quanto è importante per te cambiare? Cosa ti servirebbe per fare un passo in avanti?) e alla gestione della resistenza aumenta significativamente la percentuale di adesioni.
La collaborazione strutturata tra Trafikverket, polizia, comune e servizi sanitari — formalizzata in accordi scritti e aggiornata periodicamente — garantisce continuità e qualità del sistema nel tempo.
In Italia il protocollo SMADIT non esiste nella forma strutturata svedese, ma tutti gli ingredienti necessari sono presenti: le forze dell’ordine effettuano già controlli stradali con etilometro, i SerD e i servizi sociali dei comuni operano sul territorio, e le ASL coordinano gli interventi sulle dipendenze.
La Provincia di Parma, in collaborazione con la Prefettura, la Polizia Stradale, i Carabinieri, l’AUSL e i Comuni, potrebbe sperimentare un protocollo locale ispirato a SMADIT: al momento del fermo per guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze, la polizia consegna un contatto diretto con un operatore del SerD disponibile entro 48 ore, con approccio volontario e non sanzionatorio.
Parallelamente, la formazione degli agenti alle tecniche base del colloquio motivazionale — già utilizzate in ambito sanitario in Italia — consentirebbe di migliorare la qualità del primo contatto. Questo strumento si inserisce direttamente nel pilastro “Prevenire” di Strade Future e completa il ciclo del sistema: dalla prevenzione primaria nelle scuole, al presidio nei locali notturni, fino all’intervento sul singolo dopo un comportamento a rischio già manifestato.